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E' uno strumento che agisce direttamente sul controllo dell’umidità ambientale fermando sul nascere il proliferare della malattia

9 Febbraio, 2017

Un macchinario unico e rivoluzionario che permette di evitare l’insorgere della temuta malattia del basilico coltivato in serra, la Peronospora Belbahrii, in modo efficace, economico e naturale. E’ quello messo a punto e che è stato testato per più di tre anni con ottimi risultati dala ditta FRAL srl in collaborazione con Giacomo Roccaforte che da anni lavora nel settore.

Si tratta di una malattia che ogni anno causa ingenti danni all’agricoltura sia in Liguria che nel resto d’Italia facendo perdere dal 50 all’80 per cento della produzione”.

Per tentare di risolverlo, fino ad oggi si sono utilizzati principalmente gli agrofarmaci, ma non sempre raggiungendo i risultati sperati e con un certo impatto ambientale. FRAL ha cercato quindi un’alternativa a queste classiche soluzioni: "La causa principale e scatenante della peronospora è ben nota, ed è l’umidità – spiega Roccaforte – In condizioni atmosferiche favorevoli, risulta molto difficile, se non impossibile, contenere il suo rapidissimo sviluppo. Abbiamo quindi pensato di concentrarci ed agire su questo elemento per cercare di bloccarla. Per questo "abbiamo realizzato un macchinario specifico per l’utilizzo in serra, che agisce direttamente sul controllo dell’umidità ambientale fermando sul nascere il proliferare della malattia“.

Il macchinario, che semplificando può essere paragonato ad un deumidificatore specifico per serre, crea le condizioni per la crescita sana del basilico integrandosi perfettamente con gli altri componenti della serra come eventuale impianto di riscaldamento ed aperture.

Oltre ad essere molto efficace, quindi, l’apparecchio presenta diversi altri vantaggi: è ecologico in quanto non utilizza prodotti chimici; ha costi contenuti e non comporta “periodi di carenza” (gli agrofarmaci, infatti, impongono il trascorrere di un periodo di attesa, prima del quale non è possibile raccogliere le piante). Inoltre, evita che le malattie si evolvano “abituandosi” ai prodotti chimici che devono quindi essere sempre più potenti o dati in dosi sempre maggiori.

L’apparecchiatura trova impiego sia nel periodo primaverile-estivo-autunnale, che è quello più critico per lo sviluppo della malattia, che nel periodo invernale. In quest’ultimo caso, si aggiunge l’ulteriore beneficio di abbassare drasticamente i costi di produzione, perché permette di evitare di aprire la serra per ridurre l’umidità, con spreco di energia utilizzata per il riscaldamento.